70 anni fa Stirling Moss e Denis Jenkinson su Mercedes vincevano a tempo di record la 22esima edizione della “Freccia Rossa”.
La 22esima edizione della Mille Miglia, che si corse 70 anni fa dal 30 Aprile al 1 Maggio 1955, è ricordata ancora oggi per lo straordinario record di Stirling Moss. Al volante di una Mercedes 300 SRL il campione inglese coprì infatti il percorso di 1.597 chilometri da Brescia a Roma e ritorno in 10 ore 7 minuti e 48 secondi alla media di 157,650 km/h. Ancora oggi, anche paralizzando il traffico della Penisola, sarebbe difficile fare di meglio! Merito anche del giornalista Denis Jenkinson, che seduto a fianco di Stirling Moss, scorreva un rotolo di carta lungo 6 metri pieno zeppo di appunti, come dire, un navigatore “ante litteram”.
Nella prima metà degli Anni Cinquanta la Casa di Stoccarda stava dominando la scena agonistica internazionale e voleva a tutti i costi il successo anche su una grande corsa su strada per una definitiva consacrazione popolare. Nulla fu lasciato al caso: quando presero il via dalla pedana di Viale Venezia i quattro piloti scelti (Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, Karl Kling, Hans Hermann) avevano già provato l’intero percorso per settimane.
Come negli anni precedenti, la gara era una corsa contro il tempo nella quale le auto dei concorrenti erano rilasciate ad intervalli di un minuto l’una dall’altra: le più piccole e lente partivano per prime la sera precedente, mentre quelle più prestazionali partivano per ultime la successiva mattina presto. Ogni numero di gara corrispondeva all’orario di partenza assegnato. Ad esempio, la Mercedes di Moss e Jenkinson aveva il numero 722 e prese il via da Brescia alle 7:22. Il meteo fu buono per lunghi periodi in tutto il Nord Italia ed i concorrenti non hanno mai incontrato pioggia od altre condizioni avverse.
L’importanza del navigatore

Alcuni piloti avevano un navigatore, altri no. Molti piloti italiani conoscevano le strade da percorrere e si sentivano abbastanza sicuri da non averne bisogno. Questo non era il caso di Stirling Moss che, nonostante si presentasse per la quinta volta al via della Mille Miglia, preferì affidarsi interamente alle note di Jenkinson (pratica da anni utilizzata nei rally moderni) che aveva trascorso mesi prima della gara a compilare mentre avrebbero corso con la “Freccia d’Argento”.

La gara fu combattuta fino alle fasi finali. Al traguardo di Brescia, festeggiati dai tifosi italiani e circondati dalla loro squadra. Moss e Jenkinson scoprirono quanto successo avessero avuto. Avevano vinto la Mille Miglia ed infranto tutti i record! Al secondo posto arrivò Fangio che guidava da solo nell’unica altra 300SLR per finire 32 minuti dietro. Terzo fu la Ferrari 376 S di Umberto Maglioli e Gino Monteferrario. Moss divenne il primo ed unico pilota britannico ed uno dei pochi non italiani a vincere la Mille Miglia. Moss vinse anche la classifica all’Indice di Prestazione, solitamente appannaggio di auto di cilindrata inferiore.
Derivata dalla Mercedes di Formula 1
Nonostante la somiglianza delle sigle, la Mercedes 300 SLR (W196S) non derivava dalla 300 SL presentata nel 1952, ma era progettata sulla base della monoposto di Formula 1 (codice progetto W196) e montava un 8 cilindri di 2.982 cc da 310 CV che le consentiva di superare i 300 km/h. Oltre a Moss, anche Fangio e Kling la portarono alla vittoria in tutte le principali corse su strada del 1955: Mille Miglia, Targa Florio, Tourist Trophy ed ovviamente Eifelrennen sul circuito Nordschleife dei Nurburgring.
